O quanti belli colori

Eventi Culturali/Teatri Comunicanti
liberamente tratto da:"Cappuccetto Rosso Verde Giallo Blu e Bianco" di Bruno Munari
costumi: Maria Luce Martini, Sauro Marinelli
regia: Paolo De Santi, Marco Renzi
Bruno Munari anni or sono prende una delle storie più semplici e popolari che esistano,
"Cappuccetto Rosso" e, con la sua inesauribile fantasia, pensa di dare al cappuccio una
serie di colori diversi dal classico Rosso, così Cappuccetto diventa Verde, Giallo, Blu e
anche Bianco.
Ogni volta che il cappuccio cambia colore cambiano anche i connotati della celebre storia.
Nel Verde del bosco sono le rane che aiutano Cappuccetto Verde a salvarsi dalle fauci del
Lupo. Nella versione Gialla il bosco è una metropoli contemporanea intasata di traffico e
rumori, il Lupo è un tassista e sono i canarini ad aiutare Cappuccetto Giallo a raggiungere
la casa della Nonna. Il bosco del Blu diventa il Mare, la Nonna abita su un'isolotto nelle cui
acque si muove il terribile Squalo\Lupo. Nel Bianco tutto è coperto di neve; alberi, case,
strade, tutto, non si vede altro che bianco, ed è forse proprio in questa storia che Munari
raggiunge un picco poetico grazie anche alla collaborazione nella stesura del famoso
musicista americano Jhon Cage, autore di quel celebre brano musicale che oramai è parte
della storia della musica moderna, "Silenzio", brano in cui non si sente assolutamente
nulla. Lo spettacolo è giocato da un personaggio che assume in se le caratteristiche di più
figure; il bagatto delle carte, il giullare delle corti, l'imbonitore delle fiere, è lui, solo lui a
condurre la narrazione e il viaggio attraverso i colori delle storie.
Sopra un tavolo lunghissimo figure strane, derivate dalla nostra quotidianità, prendono
vita e diventano imprevedibili personaggi delle varie storie. Proprio così, ad ogni colore e
ad ogni versione del racconto è stato avvicinato un materiale; legno per il Verde, metallo
per il Giallo, plastica per il Blu, stoffa per il Bianco.
E' con queste materie che l'attore gioca, supportato da una scenografia musicale
espressamente scritta per lo spettacolo, ne conduce il racconto, ne interpreta i ruoli, le
voci, gli ambienti, conducendoci in un viaggio all'insegna della creatività e della semplicità.
