FELTRE - Comincio dai 3

stagione di teatro per le nuove generazioni 2018 / 2019

direzione artistica Daniela Nicosia

Teatro per i più giovani, metafora di vita per crescere in armonia

Teatro dal greco théaomai è visione, percezione della realtà, anche per questa ragione educare al teatro è un tassello significativo nel percorso di formazione dei più giovani.
Il teatro consente riflessioni, aiuta a comprendere - cum prendere - contenere in sé la forma delle cose, educa alla bellezza, al pensiero critico, alla relazione, alla espressione e condivisione di emozioni, all’ascolto dell’altro.

A partire da queste premesse si rinnova a Feltre l’appuntamento con il progetto di educazione teatrale Comincio dai 3 per le scuole e le famiglie, un percorso diffuso dedicato ai più giovani, che costituisce un’opportunità di crescita armonica attraverso le suggestioni che il pensiero artistico consente di maturare. Un progetto che rivela cura, attenzione per la persona fin dalla prima infanzia, che dona possibilità di integrazione e sviluppo della comunità.

La storia e la letteratura, declinate dal linguaggio teatrale, costituiscono il fulcro delle due proposte in cartellone quest’anno per le scuole secondarie di primo e secondo grado a cominciare dall’intenso spettacolo La Tregua di Natale, in occasione della chiusura nel 2018 delle celebrazioni per il Centenario della Prima Guerra Mondiale. Grazie ad un testo di grande forza emotiva e ad un’interpretazione partecipe e commossa, questo lavoro testimonia la condizione dei soldati in trincea e afferma con lucidità l’assurdità di ogni guerra. E’ l'inverno del 1914, al confine tra la Francia e il Belgio, inglesi e tedeschi sono impantanati in una logorante guerra di posizione combattuta nella disumana condizione delle trincee. La vigilia di Natale, per entrambi gli schieramenti, assieme agli ordini che intimano di non interrompere i combattimenti, arrivano pacchi dono e ... una tregua... Una tregua decisa dai soldati stessi, dettata dall’urgenza di quel sentire umano che le guerre negano, una tregua che nei giorni successivi si diffonde a macchia d'olio: soldati di trincee opposte che si stringono le mani, si scambiano doni, arrivano persino a disputare una partita a calcio. La tregua viene interrotta per ordine degli alti comandi, ma i soldati fanno un patto solenne: nel caso li avessero costretti a riprendere i combattimenti in quei giorni di natale, nessuno avrebbe mirato ad altezza uomo, avrebbero reso inoffensive le munizioni... “sparando alle stelle, in cielo”.

Sceglie invece quale fonte la letteratura, lo spettacolo Promessi! ovvero I Promessi Sposi in scena. Cinque attori interpretano Abbondio, Agnese, Cristoforo, Lucia, Renzo e danno vita alle vicende del capolavoro manzoniano in un contesto corale di grande forza espressiva. I Promessi Sposi - come sostiene lo scrittore Luca Scarlini - sono la linfa vitale non solo della letteratura italiana ed europea, ma anche del teatro, della lirica e del cinema del Novecento. Narrano una storia forte che ha bisogno di essere raccontata». Nel corso dell’Ottocento, non a caso si susseguono più di diecimila rappresentazioni dell’opera, tra lirica e teatro.

Nello spettacolo emergono dal tessuto drammaturgico le voci dei personaggi minori ed in particolare quella del popolo dolente, furente, impaurito, quel popolo che deve superare, come flagelli biblici, le prove della carestia, della guerra e della peste; emerge con forza quell'anelito di giustizia, che fonderà poi la scrittura della Colonna Infame. La messinscena testimonia i differenti registri che si evincono dal romanzo: quello lirico delle descrizioni paesaggistiche - Quel ramo del Lago di Como... Addio monti...; quello epico delle azioni di massa - I tumulti di San Martino, la calata dei Lanzichenecchi - ; quello comico dei dialoghi imperniati sulla figura di Don Abbondio, con coloriti "a parte"; quello tragico legato ai personaggi dell'Innominato e della Monaca di Monza. Il tutto attraverso una forma di teatro popolare, mutuata ai principi della poetica brechtiana, che non esclude il canto corale e l’uso di un pastiche linguistico in cui convivono italiano e dialetto, il latino della Chiesa e lo spagnolo dei dominatori.

Per i più piccoli delle scuole dell’infanzia e delle primarie tre differenti proposte: La Storia di Pierino e il Lupo dall’omonima opera di Sergej Prokofiev; Storia di un Palloncino con la testa tra le nuvole, con i piedi per terra e lo spettacolo con attori, figure animate e videopeoiezioni Punto e Punta.

Spettacolo cult, il primo, tra le produzioni di Tib Teatro, fa parte di un progetto di educazione all’ascolto volto ad associare l’educazione musicale a quella teatrale. La partitura di Prokofiev, eseguita per intero, nella straordinaria versione di Claudio Abbado, diviene essa stessa drammaturgia e consente ai bambini di ascoltare la musica dentro la storia e di “leggere la storia nella musica”. Mediata dalla figura di un cantastorie, l’opera è contestualizzata in un paesino di emigrazione in cui Pierino, bambino solo, ha come “amici del cuore”: l’uccellino, l’anatra e il gatto. Una grande fame accomuna Pierino - che per un pezzo di pane si presta a far da “spalla” al cantastorie a sua volta affamato - gli abitanti di quel paese e il lupo che per mangiare, proprio come loro, deve “migrare”... Ma i lupi a questo mondo sono tanti e hanno tanti volti, bisogna imparare a riconoscerli e a difendersi...

Palloncino, dell’omonima storia, è invece un bambino che non può star seduto a tavola composto, non può trattenersi a lungo fermo sul banco, tenta di comportarsi bene, ma alla fine di una giornata piena di buoni propositi si ritrova sempre da un’altra parte, finche,́ un giorno, vola tanto in alto da trovarsi nel mondo dove solo i pensieri possono arrivare, nel paese più “per aria che c’è” dove può finalmente sognare. Da lassù però guarda con nostalgia quel puntino che è il suo mondo... Gli piacerebbe proprio riuscire a tenere i piedi per terra e solo la testa tra le nuvole, in questo modo potrebbe usare i sogni e le idee conquistate per cambiare quel piccolo pezzo di mondo che è il suo. Uno spettacolo tenero, poetico, intessuto delle espressioni e dei desideri dei più piccoli, col tratto delicato del suo autore, Silvano Antonelli, che all’infanzia, non avendo mai smarrito la sua, ha sempre dedicato pensiero e amore. Uno storia al presente che sa raccontare ai bambini come voglia di libertà e senso di responsabilità possano convivere.

Narrazione, burattini, pupazzi mossi a vista, figure, oggetti animati e videoproiezioni, caratterizzano il divertente Punto e Punta, con ampi momenti di interazione e partecipazione attiva da parte del pubblico! Un piccolo punto nero, triste perché immerso nella sua solitudine, un giorno incontra una provvidenziale punta! Nacquero, così, tanti puntini scalmanati che prendendosi per mano diventarono linee... Linee curiose che incastrandosi, formarono inaspettate figure geometriche, che a loro volta, mosse da irrefrenabile attrazione, si composero disegnando un mondo in bianco e nero, finché non scoprirono l’esistenza dei colori e da allora ebbe inizio una nuova vita, un’esistenza bella perché all’insegna della convivenza tra diversi e del rispetto dell’altro! Tre spettacoli quindi che pur nella semplicità del loro linguaggio, adatto ai più piccoli, rilevano metafore importanti sull’esistenza.

Di come le fragilità di ognuno possano tradursi in risorsa, della loro bellezza, sa parlarci l’emozionante Voglio la Luna, che inaugura la programmazione al sabato pomeriggio per le famiglie. Attore protagonista dello spettacolo è Fabio, un ragazzo affetto dalla sindrome di Down. Il suo è uno sguardo aperto al mondo come quello dei più piccoli, che gli ha permesso di lavorare da vero attore, esaltando le caratteristiche della sua personalità e sviluppandola su registri comici, nella convinzione che se si vuole davvero qualcosa sia possibile ottenerla! La stessa convinzione nutre, nello spettacolo, il suo personaggio, che vuole ad ogni costo la luna tutta per sé, senza considerare i problemi di un mondo senza più la luna nel cielo, finché non scoprirà il piacere della condivisione. Un semplice gesto e lo splendore della luna arriverà tra i bambini in sala, in un risvolto di fortissima emozione, per poterne godere tutti insieme! Una storia “normale” cui Fabio ha saputo donare la fragile e incomprensibile bellezza della vita.

Lo spettacolo - accompagnato dalla narrazione, dalla musica dal vivo e da scene di teatro di figura con pupazzi e ombre - già finalista del Premio Scenario Infanzia, è vincitore del premio Eolo Awards 2013 (uno dei più ambiti premi di teatro ragazzi in Italia) quale miglior progetto educativo di teatro ragazzi e giovani, e ha partecipato al Festival Internazionale Culturale della disabilità Kultur Von Rande 2014 tenutosi nella città di Reutlinger.

A far da viatico alle festività natalizie, in dicembre Un Babbo a Natale: Roberto odia tutto e tutti, e il Natale è il periodo che odia di più! Essendo senza lavoro, suo malgrado, finisce per “andare a fare il Babbo Natale” al centro commerciale della città, là incontra una bambina, e la sua vita cambierà per sempre, proprio nel magico giorno di Natale! Una commedia divertente e romantica per una storia tenera che sa parlarci di fiducia, rispetto e amore per il prossimo! E a Natale il più bel dono è dare e ricevere amore!

Chitarra, percussioni, kalimba e flauto creano una foresta di suoni in una scenografia segnata da fascine di sambuco, atta a creare i diversi ambienti della celebre favola dei Fratelli Grimm Hansel e Gretel, narrata da un cantastorie che accompagna i bambini nei risvolti di questa storia di iniziazione, secondo la lezione di Bettelheim: il bosco, la casa di pane, il fiume, prove necessarie a crescere.

Una storia antica che racchiude il fascino della paura, prima fra tutte quella di essere abbandonati, il superamento della quale sarà festeggiato, in scena, dal canto che coinvolge gli spettatori grandi e piccoli, prendendoli per mano con gioia e delicatezza.
La stessa gioia e delicatezza con la quale nuovamente ci accingiamo a dar vita a questo percorso educativo nel bosco immaginario del teatro, un bosco che, come quello di Hansel e Gretel, sarà terreno di crescita per i nostri giovani spettatori a cominciare dai 3 anni!

il direttore artistico
daniela nicosia