ORFEO IN GUERRA

Crediti:
drammaturgia e regia Daniela Nicosia 
con Clara Libertini, Valerio Maffioletti, Vania Bortot
luci e suono Paolo Pellicciari
Produzione Tib Teatro
costumi Silvia Bisconti e Atelier Raptus & Rose

“Forse la poesia è possibile solo in un momento della vita

 che per i più coincide con l’estrema giovinezza”

                                                                      Italo Calvino

Orfeo in guerra, liberamente ispirato al romanzo Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino, è la storia di un ragazzo forse ancora un bambino, cresciuto troppo in fretta… Il suo percorso di vita è un viaggio in un mondo altro… alla ricerca d’amore… L’Ade del mito è qui l’Ade della vita quotidiana in tempo di guerra... quella del 1945. Il protagonista, la cui storia è interpretata e narrata da tre attori, vive in un mondo ai margini, di cui osserva i comportamenti e i “vizi assurdi” per dirla alla Pavese, una realtà quella adulta che lo attrae e lo respinge, un’evidenza quella della guerra che lo costringe a crescere ancora, ancora in fretta… Una circostanza, osservata con occhi infantili, come un’altra delle vicende sporche cui la vita lo ha abituato… Tanti gli incontri, forte il senso di solitudine… dilagante il bisogno d’amore… in quel viaggio che ha il sapore della terribile umana avventura cui la vita lo ha esposto prima del tempo, nel tempo in cui si desidera fantasticare ancora sui sentieri dove fanno il nido i ragni mentre, di contro, la Storia disegna i suoi itinerari a prescindere da noi…

Lo spettacolo sviluppa la ricerca di Daniela Nicosia, iniziata con Shoa le memorie, circa un periodo estremamente controverso della nostra storia recente, gli anni della seconda guerra mondiale. Lo spettacolo maturato in occasione delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della guerra di liberazione ha scelto di ispirarsi al primo romanzo di Italo Calvino, in quanto in esso è presente una visione antieroica della resistenza, non c’è retorica… i protagonisti sono dei reietti, comunque mossi da un’elementare spinta di riscatto umano che li ha resi migliori, partecipi di quel processo storico che ha segnato un mutamento importante per la vita del nostro Paese. La guerra vista con gli occhi disincantati di quel bambino cresciuto troppo in fretta… assomiglia allo sguardo che ad essa rivolge l’intellettuale Calvino, intento a difendersi dalle emozioni, convinto di essere padrone della situazione… mentre il mondo dei grandi rende tutti dimenticati protagonisti. Favola e storia si incontrano nello spettacolo che, come il romanzo, descrive l’avventura di chi ha visto troppo, di chi ha visto oltre… di chi aveva solo bisogno di una mano soffice come il pane per ritrovare carezze smarrite…