IL BRUTTO ANATROCCOLO

UNA FAVOLA POP SULLE DIFFERENZE

dai 7 anni e famiglie

dalla favola di Hans Christian Andersen

testo, elementi scenici e regia Daniela Nicosia
con Susanna Cro e Solimano Pontarollo
luci e suono Paolo Pellicciari

Sono stata un brutto anatroccolo per questo sono qui,
per questo vi racconto questa storia,
ma chi mi ha amato a sempre detto sei bellissimaaaa!

“Soli, è come quando che la festa finisce e ci si sente soli, ti viene su quella malinconia eppure resti là... ancora un po’ di musica, ci provi a divertirti ancora un po’... poi dai raccontami di te, della tua storia...”
C’è stata una festa, due amici di vecchia data, si ritrovano soli a sistemare, così mentre “si raccontano”, ci raccontano la storia del Brutto anatroccolo... rivelandoci come, in fin dei conti, tutti, almeno una volta nella vita, siamo stati o ci siamo sentiti brutti anatroccoli... Le più belle canzoni della musica pop italiana segnano, nello spettacolo, gli snodi del racconto. Musiche e parole atte a disegnare quel paesaggio umano affettivo di cui l’anatroccolo, protagonista della storia, viene deprivato, a causa del suo aspetto fisico. Una favola sul bisogno d’amore negato... sulla scoperta di sé stessi, della bellezza che c’è in ognuno, fino al volo finale del bellissimo cigno!
LO SPETTACOLO, che da’ vita ad un’originale drammaturgia musicale, vuol essere una riflessione sulla necessità di mutare lo sguardo, alla ricerca in noi stessi, di uno sguardo nuovo che sappia vedere la bellezza del cigno, nascosta, in ogni persona, e accogliere l’altrui bisogno di essere amato.

L’impianto scenico, essenziale, e di taglio assolutamente contemporaneo, porta i segni di una festa “vintage” appena finita: disordine, sgabelli, piatti e dischi in terra, mentre un 45 giri riporta le canzoni di un tempo...in un’alternanza di ritmi e stili musicali che emozionano e commuovono...
Le emozioni si alternano, tra momenti di evidente comicità e leggerezza, in cui le musiche giocano un ruolo rilevante, insieme alle goffaggini e agli impacci del corpo.
IL TESTO dello spettacolo è scaturito dalla mappatura delle emozioni vissute dai bambini delle scuole primarie su questo tema, e dalla tessitura delle loro esperienze con la ben nota favola che, in scena, viene integralmente raccontata.