TOO CUTE TO POOP
spettacolo di ETU ENSEMBLE
concept DANIELE BOCCARDI, ANNA BRUSSI, STELLA CAPELLI
con DANIELE BOCCARDI,ARIANNA BRUGIOLO, ANNA BRUSSI, STELLA CAPELLI
drammaturgia LORENZO PADERNO
sound design DANIELE BOCCARDI
set design ANNA BRUSSI
light design MARILENA FIORI e ANTONIO SPADA
make up FIORDILATTE
tutor ALESSANDRO BUSINARO, GIORGIA OHANESIAN NARDIN, ELIANA ROTELLA
foto SERENA PEA
teaser JACOPO FERMA
lyrics MADAME / RADIOHEAD / FKA TWIGS / BILLIE EILISH / ALDA MERINI
co-produzione TIB TEATRO, BALLETTO CIVILE e TEATRO STABILE DEL VENETO
supporto MOTUS – CASA MOTUS
Vincitore BANDO MATURAZIONE del TEATRO STABILE DEL VENETO – si inserisce nel percorso Professione Teatro, parte dell’Accordo di collaborazione tra Regione del Veneto e Fondazione Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni per la realizzazione del Progetto Te.S.eO. Veneto – Teatro Scuola e Occupazione (DGR n. 994 del 26 agosto 2025)

SINOSSI
«La vita è di plastica?
Siamo di plastica assieme a lei»
Benvenute allo spettacolo accelerato del divenire merce, dove l'essere si dissolve tra una live Twitch e una coreografia TikTok. Too Cute To Poop mette in scena le manipolazioni invisibili che agiscono sull'essere umano contemporaneo: un’esistenza definita da trend effimeri, in cui l’identità si dissolve come acqua tra le dita.
Seguendo la lezione di Judith Butler, lo spettacolo performa la "performatività del genere": se il genere è solo una "ripetizione stilizzata di atti", non esiste un originale, ma solo copie. Abitiamo lo stereotipo per farne parodia, abbracciando l'estetica Hyperpop e la filosofia accelerazionista: non rifiutiamo il frastuono consumistico, ma vi ci immergiamo fino all’implosione.
MESSA IN SCENA
ESTETICA
La ricerca esplora la soglia tra Kawaii (carino) ed Hentai (perverso). Ibridando maschile/femminile, vulnerabile/forte, puro/sessuale, umano/non-umano, lo spettacolo mostra come la tenerezza e il desiderio possano mascherare violenti meccanismi di potere.
SPAZIO E SUONO
Il sound design si compone a vista, rielaborando il materiale testuale e canoro in terpretato live.
Ci si muove tra spoken word, canzoni estremamente pop e trap, sonorità liriche e DJ set hyperpop.
La scena è un non-luogo ovattato, una cameretta invasa da palloncini neri a elio e devices.
CORPI E AZIONE
NARRATRICE
La voce narrante è l’occhio voyeuristico che svela il "dietro le quinte" della produzione di sé, mostrando l'abisso tra intimità e rappresentazione digitale. Agisce come un algoritmo implacabile, intonando il "karaoke della società” che accompagna le vicende virtuali di tre Users.
USERS
Ciascun User racconta un modo diverso di traslare e mercificare la propria esistenza nello spazio digitale:
• Kitty: Canta a pagamento come cam girl su Chaturbate per colmare il proprio bisogno d'amore, lottando e soccombendo continuamente al male gaze.
• Candy: Intrappolata nel suo passato da pattinatrice, ha traslato la sua identità in un avatar, creando una narrazione di sé fatta di filtri, correzioni e perfezione irraggiungibile.
• Bunny: Un ragazzo bianco, etero e cisgender che, incapace di elaborare il dolore di una rottura amorosa, cerca rifugio nella manosphere. Svuotato delle parole per chiedere aiuto, assorbe la retorica redpill e l'illusione della "razionalità oggettiva" (Victor J. Seidler), trovando nelle donne un nemico rassicurante a cui imputare il proprio vuoto e le proprie ansie.
HYPER AMORE - DJ SET
IL FINALE E L’INIZIO
La progressione segue il ritmo di un sistema in tilt. Quando l'estetica satura implode nel glitch, il significato crolla.
Qui avviene la rottura: le performers lanciano una coreografia collettiva (nata da laboratori con adolescenti) invitando il pubblico a un "contagio positivo".
Un’utopia temporanea dove l'ansia individuale si annulla nel corpo collettivo. Finché il DJ suona, danziamo sulle rovine del reale perchè perdersi diventa l'unico modo per ritrovarsi.
"Per farsi sentire nel frastuono della contemporaneità è necessario urlare? Allora urliamo anche noi."